Centrarte_segnala Mafalda Guarente

LO SPECCHIO ROTTOCentrarte Mediterranea con

Solveig Cogliani,

Hekla e Esper, Federica e Marco

è lieta di invitarVi al terzo appuntamento de il caminetto d’arte presso il suo atelier a San Lo’ – via dei Reti n. 23 int. 3, Roma – dalle ore 19,00 – lun. 4 aprile 2016

Ines PISANO

presenta

MAFALDA GUARENTE

Mafalda Guarente e il sospiro della geometria.

Può una figura geometrica respirare? Può amare, sospirare, essere triste e, in una parola, esistere?
È a questo quesito – del resto, sempre dibattuto nella cinematografia e nella letteratura del nostro secolo – che rispondono, con i fatti, le opere di Mafalda Guarente. E la risposta è “si”.
La rassegnazione nel volto leggermente inclinata della sua Guerriera esprime, molto più che con mille definizioni, il lavoro e l’anima dell’artista romana, che negli ultimi anni ha attraversato con inquietudine l’ astrattismo e il futurismo, per arrivare a chiedersi – adesso – se ci si riconosca ancora.

Ines Pisano

GUERRIERA

Mafalda Guarente  è componente dell’Organismo Indipendente di Valutazione (O.I.V.) presso l’ARSIAL (Agenzia Regionale per lo sviluppo e l’Innovazione dell’ Agricoltura nel Lazio).

Nel 2009 dietro la spinta della sua amica l’artista e magistrato Solveig Cogliani Mafalda entrò nell’Accademia “ RUFA” (Rome University of Fine Arts) in cui apprese le basi tecniche del disegno e della pittura, dopo aver lavorato, per lungo tempo, da autodidatta.

Specializzata, soprattutto, nella pittura ad olio, dopo aver imparato tutte le tecniche del    disegno, dei pastelli a cera, dell’acquarello, dell’inchiostro di china, della tempera.

Ha  frequentato per vari anni anche i “Corsi di Nudo”sempre alla Rufa, dove ha imparato a riprendere dal vero le pose artistiche dei modelli e delle modelle, e dove ha tratto ulteriori interessanti informazioni per il completamento della  sua formazione artistica.

Nel 2011 entra a far  fa parte come pittrice della  “Centrarte Mediterranea”.

Nel novembre del 2014, la sua prima mostra nella Galleria Michelangelo a Roma, sotto l’attenta regia d del gallerista Fabio Cozzi. La mostra fu guidata dal critico d’arte Otello Lottini che così la descrive nel suo testo critico: “Nel suo lavoro, la pittrice trae ispirazione da immagini fotografiche, da cui seleziona i soggetti figurali, per poi riprodurli sulla tela. Questa modalità di creare dipinti, che nasce negli Usa  ormai ha una lunga storia di oltre mezzo secolo. La sua pittura è basata su un interno movimento che si trasforma in geometria visualizzata. L’artista sviluppa il suo peculiare linguaggio pittorico basato su pochi ed essenziali motivi compositivi, in una sorta di fantasia astratta, in cui la corporeità appare virtualizzata, nel senso che le immagini si presentano sotto forma di suggestive apparizioni. Perciò spesso le figure di Mafalda non sono immediatamente presenti all’occhio dell’osservatore, ma dobbiamo scoprirle gradualmente, seguendone lo schema compositivo, che cerca di fissare e darci il momento in cui le figure ci appaiono. E questo momento visuale ( di linee e di colori) non le rende immediatamente patenti, ma si lascia cogliere nella fase in cui passano dal non essere all’essere, dall’assenza alla presenza. Le geometrie scomposte e le figure frattali di Mafalda, sono  omaggio volontario e trasfigurante all’arte futurista che fonde protagonisti e sfondo nelle sfumature di colore e chiama l’immaginario collettivo a diventarne co-autore”.

Nel 2015 passa dal tipo di  figurazione geometrica astratta ad un tipo di astrattismo puro, come si può osservare nel quadro più recente (LO SPECCHIO ROTTO), che  non va inteso come  mera voluttà di  cambiamento  o semplice transizione, ma come momento di riflessione in cui l’artista ha l’esigenza di assumersi come  oggetto di studio per cogliere, sempre dall’interno,  proprie sensazioni ed emozioni    da tradurre in mondo di forme e colori.

LO SPECCHIO ROTTO  rappresenta  un proprio sentimento dell’artista che in questo momento  non vuole vedersi dall’esterno. E’ dedicata all’osservazione nell’intimo di sé, alla ricerca di parti  che ignora ma sente che esistono, vibrano. Ma lo stesso quadro, posto in verticale, può essere interpretato come una grande rete metallica che risale verso il cielo e che ci aiuta a raggiungerlo in senso di elevazione spirituale. In questa nuova modalità di linguaggio l’artista lascia uno  spazio  senza limiti alla interpretazione di chi osserva questo intricato intreccio geometrico  di linee rigide ma gradevolmente colorate e che preludono a nuove rivelazioni dall’intimo mondo di Mafalda.

Sempre nello stesso anno Mafalda entra nell’Accademia delle Belle Arti di Roma per frequentare la scuola libera del nudo.

Nel 2016 entra a parte della” Compagnia instabile del Mistero”, condotta da Cinzia Tani e partecipa come attrice nella  commedia intitolata “La prova regina” regia di Filippo Chiricozzi autori Antonio Giampieri, Pino Nazio, Cinzia Tani.

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